A cura di Massimiliano…
La nostra Predicatrice Chantal, ha giustamente ricordato le impegnative parole sul tema del lavoro, riferendosi a San Paolo, il quale ordinando di lavorare e di farlo serenamente, dà l’esempio per primo.
Ma come ho detto nella mia pagina dedicata alla Bioarchitettura, così come la Santa Casa era di proprietà della Sacra Famiglia, senza pagare mutui, allo stesso modo al tempo dell’Apostolo, la situazione dell’integrazione al lavoro era forse molto diversa.
In questa pagina prossimamente tenterò in maniera esaustiva di approfondire il tema, dal punto di vista esegetico, mariano, sull’esempio dei santi e dal punto di vista laico.
Massimiliano Del Rosso
18 Novembre Anno del Signore 2022 Dedicazione della Basilica Vaticana.
Eccomi come annunciato sono qui per una puntata di approfondimento, ma prima di cominciare chiediamo tutti insieme nel nome di Gesù Cristo nostro Signore di intercedere presso il Padre, di farci ricevere dallo Spirito Santo, tutti gli insegnamenti promessi…
Cominciamo con il dire che San Paolo, tocca il delicato tema del lavoro e lo esercita ordinando a tutti dei precetti, con autorità apostolica di Cristo.
Infatti nella sua Lettera ai Galati, dichiara di essere stato illuminato al Vangelo direttamente da Cristo e quindi di aver ricevuto un mandato pari ai Suoi Apostoli, pur essendo stato un persegutore di cristiani, con tutti i sensi di colpa che lo attanagliano fino alla sua partecipazione al Calice di Gesù!
San Paolo morì infatti decapitato nel 64-67 d.C. per aver predicato il vangelo, quindi venerato come Martire a cominciare dalla Basilica Papale San Paolo fuori le Mura a Roma, fino agli estremi confini della terra. Ora Gesù Cristo venne condannato a morte per mezzo della Crocifissione, che era per l’epoca romana, una condanna destinata agli schiavi! Una grande umiliazione per il figliolo di Dio che Domenica prossima festeggia insieme alla Sua Chiesa la festa di Cristo Re!!!(-:
Al tempo stesso Gesù non si sente umiliato di essere accostato agli ultimi, perché sono fratelli guadagnati nel Suo tesoro Celeste, il Paradiso. Gli schiavi sono dei grandi lavoratori e sfruttati fino a costo spesso pari a zero, dunque chiunque legge e si sente in difficoltà lavorativa, sappia che Gesù gli è vicino e ha ordinato ai Suoi Apostoli di seguire il Suo esempio.
Così che San Paolo nel seguire Gesù fino al sangue si riscatta e si rende definitivamente degno di essere un Suo Apostolo, il quale ci lascia i Suoi precetti nell’obbligatorietà cristiana di venerazione della Sua Parola.
Così come Cristo, ordina ai Suoi Apostoli di prendere ognuno la propria Croce, come per primo ci dà un esempio estremo, San Paolo nell’ordinare a certe persone sfaccendate di lavorare, anziché agitarsi, dice di dare per primi l’esempio, lavorando, per non essere di peso a nessuno!
Ora però io ho da dire una cosa, in verità di Spirito Santo, che Gesù Cristo è stato Crocifisso a causa dei nostri peccati, ed è sempre a causa dei nostri peccati che San Paolo si mise a lavorare duramente, per non pesare sugli altri, perché Gesù nei Suoi Vangeli, ci lascia un ben altro ideale di vita cristiana, che la durezza dei nostri cuori mette in pericolo di poca fede, nell’accoglienza della venuta del Redentore.
Vediamo allora quale era l’ideale di Gesù, che non è un peso per noi, perché non sarebbe stato offeso fino alla Croce. Quel figliolo che ci toccava e ci guariva all’istante da ogni malattia, è dovuto andare in un posto dove non possiamo subito arrivare. Gesù è andato volontariamente alla Croce, per fare la volontà del Padre, sognando insieme al Padre che avremmo rinunciato a mortificarlo.
Coerentemente equiparava la missione apostolica un vero e propri lavoro, che aveva ed ha diritto ad un compenso pieno!!!(-:
Diceva addirittura che quando un Apostolo entrava in una nuova Città da evangelizzare, avrebbe trovato una Famiglia che si sarebbe sentita onorata di farsi peso da sola per tutto il tempo necessario, di ospitare Gesù in loro e se questo non fosse avvenuto di sgrullare anche la polvere dai calzari, per quella Famiglia e quella Città.
Continueremo presto a parlare del senso dell’abbandono di Gesù Cristo in Croce, vicino a quanti coloro sono in difficotà lavorativa!
Massimiliano Del Rosso
19 Novembre Anno del Signore 2022 San Fausto
L’abbandono sulla Croce e tempi difficili dell’integrazione lavorativa!
Prima di affrontare il tema preannunciato di questa puntata, sento di dover rispondere ad una domanda sul disegno Divino per la fine dell’Apostolo San Paolo. Ci si domanda infatti, come mai un ex persegutore di Cristiani, non sia stato chiamato alla morte di Croce, lunga e sofferente, ma ad una morte più dolce, come la decapitazione, che militarmente è il cosi detto colpo di grazia dei Samurai.
Quindi io vi dico in verità di Spirito Santo, che poiché sta scritto, nella parabola del Figliol Prodigo, che per il figlio convertito c’è un trattamento speciale, così San Paolo è stato dispensato dalla morte di Croce e forse, il modo di perseguitare i Cristiani di San Paolo, non era neanche propenso all’uso della crocifissione, nonché sempre secondo codice d’onore militare è stato rispettato il suo stato sociale, di uomo di cultura.
Ora voglio dire che San Paolo è diventato quello che è diventato, perché non ha detto chi non lavora non mangia, ma che ci non vuole lavorare, neppure abbia delle pretese di mangiare, lasciando una libertà tipica del Cristianesimo e facendo distinzioni con chi non può lavorare, che può sembrare ovvia e che non lo è e chi ha difficoltà di integrazione lavorativa.
Ancor più San Paolo che vive sensi di colpa, non vuole infierire su chi subisce dalla società i sensi di colpa dell’accusa di non voler trovare lavoro. Quindi un famoso dilemma, che non sarà eterno, il lavoro non lo trova, chi non lo vuole trovare?
Credo che la risposta in verità di Spirito Santo, sia sulla necessità di passare attraverso l’esperienza dell’abbandono di Cristo in Croce… Si tratta di un cammino di purificazione e perfezionamento, al quale molti sono chiamati, soprattutto i Santi e nel quale si rivive l’esperienza di Gesù che dice “Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?”. In questo tipo di esperienza si impara ad affidarsi totalmente a Dio, qualunque sia la Sua volontà, ed è come quando si impara a nuotare e si scopre che non lo si potrebbe fare, sulla sola forza delle braccia, ma invece prevalentemente dobbiamo imparare a stare a galla, prevalentemente con la spinta verso l’alto, pari al peso del liquido spostato, secondo il principio di Archimede!
San Massimiliano Maria Kolbe è Patrono dei tempi difficili e questi sono tempi difficili di integrazione lavorativa, dove tutto tende ad essere specialistico e raccomandato e questo crea uno sbarramento allo spirito di adattamento. Gesù dice di avere fiducia nella Divina Provvidenza, che si constata attiva nei momenti difficili, quando pensiamo che sia tutto perduto, ed ella ci viene a salvare. Nella prossima puntata paleremo del parere di Maria sul tema del lavoro e delle http://www.suoreoperaie.it …